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Le tradizioni religiose della Pasqua in Calabria
30.03.26
a cura di
Oltre alla tradizione culinaria, la Quaresima in Calabria rappresenta un periodo di profondo sentimento religioso accompagnato da molte tradizioni tramandate nel corso dei secoli. Si tratta di un periodo ricco di ritualità intensa e partecipata che combina la devozione religiosa, le tradizioni popolari antiche e le processioni e celebrazioni comunitarie.
Tra le più celebri tradizioni religiose di questo periodo abbiamo senza dubbio quella dei “Vattienti” o “Flagellanti” di Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro. Si tratta di un rito svolto nel Sabato Santo ma in altre località viene svolto anche il giovedì o il Venerdì Santo.
Si tratta di un antico rito penitenziale, che affonda le radici nel rito medievale dell’autoflagellazione: gli uomini, ossia i vattienti, si vestono di nero con maglia e pantaloncini lasciando le gambe scoperte per appunto la flagellazione rituale. Nel corso del rito tengono in mano 2 strumenti, il “cardo” che è un pezzo di sughero con 13 punte di vetro, usato per colpire la pelle e la “rosa” che è invece un disco di sughero liscio utilizzato per percuotere e preparare la pelle.
I vattienti si colpiscono le gambe finché non inizia a sgorgare il sangue, inteso come un simbolo di condivisione della sofferenza di Cristo e della Passione. Si tratta di un rito che ha quindi lo scopo di evocare le sofferenze di Cristo accompagnato da silenzio e preghiere raggiungendo la massima suggestione per chi vi assiste nel corso della Processione della Madonna Addolorata. Nel corso del rito poi i passanti offrono vino ai flagellanti per dissetarli e per disinfettare le loro ferite.
In molte cittadine e paesi in giro per la regione, si svolge inoltre la processione il venerdì e/o il Sabato Santo in maniera teatrale e scenografica: vengono rappresentate le scene della passione di Cristo, la Via Crucis con attori che impersonificano i soldati romani, la Madonna e Maria Maddalena.
Famosissima poi in tutta l’Italia meridionale e anche in Calabria è la tradizionale “Affruntata” che si svolge nella Domenica di Pasqua. Le statue di Gesù risorto, della Madonna e di San Giovanni Apostolo vengono fatte incontrare in piazza o nelle vie del paese correndo. Questo rito simboleggia l’incontro tra la Madonna e il figlio risorto ed è uno dei momenti più gioiosi e sentiti di tutta la Pasqua.
La Pasqua in Calabria non è soltanto una ricorrenza religiosa: è un’esperienza collettiva che attraversa i secoli, un intreccio potente di fede, identità e memoria. Dai riti solenni della Settimana Santa fino alla crudezza simbolica dei Vattienti di Nocera Terinese, ogni gesto racconta un legame profondo tra la comunità e il mistero della Passione.
Sono tradizioni che possono sorprendere, talvolta scuotere, ma che rivelano quanto il sentimento religioso, in questa terra, sia vissuto in modo autentico e viscerale. Il dolore condiviso diventa preghiera, la processione diventa racconto, l’incontro pasquale diventa speranza.


