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La vigilia di Natale: tradizioni e usanze della Calabria
17.12.25
a cura di
Il 24 dicembre è un giorno magico non solo in Calabria ma in tutta la nostra penisola. Nella nostra regione, la Vigilia di Natale è accompagnata non solo da tradizioni culinarie ma anche da credenze molto particolari.
La Vigilia di Natale in Calabria è definita “Vigilia di magro”: come in molte zone del Sud anche in Calabria il 24 dicembre è per tradizione un giorno di magro, quindi senza carne. Il menù varia da provincia a provincia ma ha alcuni piatti immancabili sulla tavola di ciascuna famiglia calabrese: baccalà fritto o al forno con patate, le “pitticelle” ossia frittelle salate, solitamente di nonnata di pesce o di zucchine, in altri casi invece dolci, broccoli e cavolfiori fritti e per finire, come dolci mostaccioli, torrone calabrese e pitta ‘mpigliata. L’origine della vigilia di magro è rintracciabile nella metà del ‘900: essendo la vigilia un giorno di attesa e penitenza prevedeva un digiuno prorogato fino al tramonto e la totale astensione dalla carne considerata alimento “ricco”. Anche la scelta degli alimenti che imbandiscono le tavole della vigilia è carica di un forte simbolismo: i baccalà è ad esempio considerato un pesce povero, quindi adatto alla giornata di magro.
Un’altra usanza molto diffusa in Calabria per la sera della Vigilia di Natale è senza dubbio quello della ‘Ndocciata o dei falò. Il fuoco è sicuramente uno dei simboli più antichi e persistenti nella tradizione calabrese. Nell’antichità l’accensione del fuoco il giorno del solstizio d’inverno rappresentava la purificazione della comunità, l’aiuto nei confronti del sole a rinascere e l’ottenimento della protezione dagli spiriti. In Calabria questa tradizione antica è stata assorbita anche dal cristianesimo e questo fuoco prende il nome di “lu focu du Bamminu”. I falò erano visti come un simbolo di unione, scaldavano le piazze nelle notti fredde ed erano un’occasione per scambiare canti e racconti tra le persone. Le ndocce invece sono delle vere e proprie torce che vengono accese e portate in processione nella notte: rappresentano la luce che guida il cammino verso la nascita di Cristo.
Dal punto di vista cristiano l’usanza più famosa è quella della messa di mezzanotte: la messa di mezzanotte rappresenta sia il momento nel quale si interrompe il digiuno e sia il passaggio dalla notte alla luce. La notte della vigilia viene animata anche da canti e musica popolare con i tipici “zampognari”: arrivano in abiti tradizionali suonando con la zampogna melodie antiche che si tramandano da generazioni.
Dopo il cenone le famiglie giocano di solito a carte o al tradizionale gioco della tombola e si procede poi con lo scambio dei regali, un momento di unione e convivialità tra i membri della famiglia che si riuniscono.
La tradizione natalizia in Calabria si compone non solo di ricette tipiche ma anche di momenti di familiarità.


