Culturale
Tradizionale
Enogastronomico
L’Epifania in Calabria
18.12.25
a cura di
In Calabria, terra di riti antichi e forte identità, l’Epifania non rappresenta soltanto la chiusura del periodo natalizio: è un momento ricco di simboli, convivialità e tradizioni che hanno attraversato generazioni. Il 6 gennaio, giorno della Befana, si mescolano sacro e profano, religiosità popolare e festa familiare. Ed è proprio in questo incontro che la Calabria mostra tutta la sua autenticità.
Antiche tradizioni: dalla questua dei bambini ai falò benauguranti
Un tempo, soprattutto nei piccoli borghi dell’entroterra, l’Epifania era celebrata con riti semplici e genuini.
Tra le usanze più diffuse c’era la questua dei bambini, che giravano di casa in casa pronunciando formule augurali e ricevendo in cambio fichi secchi, frutta, noci o dolcetti fatti in casa. In alcune zone questa usanza sopravvive ancora, trasformata in un momento di incontro comunitario.
Non mancavano i falò, accesi nelle piazze o nelle campagne, simbolo di purificazione e buon auspicio per il nuovo anno. Il fuoco rappresentava la luce che guida, l’attesa e la speranza di abbondanza nei mesi a venire.
Molto sentita era anche la benedizione delle case: le famiglie attaccavano alla porta ramoscelli d’ulivo o immagini sacre per proteggersi dalle negatività. Una pratica semplice che ancora oggi, in parte, si conserva.
La Befana: tra tradizione popolare e nuove abitudini
La Befana calabrese è una figura profondamente popolare: una vecchina buona che porta piccoli doni ai bambini. Non sempre i regali erano materiali: spesso nelle calze si trovavano arance, mandarini del giardino, noci e qualche caramella fatta in casa. Il carbone veniva sostituito dalle “carbonele”, piccoli pezzi di zucchero caramellato che imitavano il carbone dolcemente.
Oggi la tradizione si è modernizzata: le calze si riempiono di dolci industriali, giocattoli e gadget, ma lo spirito rimane lo stesso. In molte piazze si organizzano eventi dedicati ai più piccoli, con l’arrivo simbolico della Befana che distribuisce doni e sorrisi.
L’aspetto gastronomico: quando l’Epifania profuma di Calabria
Come ogni festa, anche l’Epifania in Calabria è un’esperienza gastronomica. La tavola si arricchisce di pietanze che raccontano la storia e i gusti del territorio.
Dolci tipici dell’Epifania in Calabria:
- Pignolata: fritta e ricoperta di miele, simbolo di abbondanza e dolcezza per il nuovo anno.
- Scalille o scaliddre: dolci fritti dalla forma intrecciata, preparati soprattutto nel cosentino e nel crotonese.
- Cicerata: piccole palline di pasta fritta unite dal miele, simile agli struffoli napoletani ma con varianti locali.
- Chinulille (o chinulieddi): raviolini dolci ripieni di marmellata di fichi, cacao, noci o mostarda d’uva.
Accanto ai dolci, non mancano piatti salati che chiudono il ciclo delle festività natalizie: salumi artigianali, caciocavallo silano, ‘nduja, zuppe di legumi e verdure dell’orto.
Negli ultimi anni l’Epifania in Calabria ha assunto anche un carattere più moderno e partecipato. Molti comuni organizzano eventi culturali, mercatini, laboratori di dolci tradizionali o giornate dedicate ai più piccoli. Non manca l’attenzione alla solidarietà: sempre più diffusa è l’iniziativa della “Befana solidale”, che raccoglie doni per chi ne ha più bisogno. È un modo semplice ma significativo per unire tradizione e sensibilità contemporanea, mantenendo vivo il senso di comunità che da sempre caratterizza la regione.
L’Epifania diventa così un ponte tra passato e presente, un momento in cui le famiglie si ritrovano attorno a un tavolo, tra profumo di miele e racconti antichi, mentre i bambini attendono l’arrivo della Befana con la stessa meraviglia di un tempo. Il 6 gennaio in Calabria resta un momento prezioso, colmo di valori, sapori e memorie familiari: una ricorrenza che rinnova ogni anno il fascino delle sue tradizioni.


