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Il gusto del Carnevale calabrese: tra fritti, dolci e convivialità
09.02.26
a cura di
Il Carnevale in Calabria porta con sé, oltre che un’enorme varietà di celebrazioni tradizionali con carri colorati e maschere tipiche, un’enorme tradizione culinaria che accompagna i giorni di festa. Che sia dolce o salato, la Calabria offre sempre il piatto giusto per Carnevale.
Tra i piatti salati del Carnevale, troviamo sia ricette vere e proprie che cibi semplici. Troviamo salsiccia e soppressata, fresche o stagionate, le frittole di maiale, uno dei piatti simbolo preparate con pezzi del maiale, anche le parti più povere, cotti nel loro grasso e non adatto a chi preferisce piatti più light e leggeri. In particolare, poi nella provincia di Catanzaro in questo periodo si prepara il Morzello, frattaglie in salsa piccante accompagnato dal pane per l’immancabile scarpetta d’obbligo.
Un piatto ricco, per il pranzo del Martedì Grasso è poi senza dubbio il riso al forno: un piatto iper-abbondante, dove il riso è accompagnato da ragù di carne fatto con carne macinata o polpettine, uova sode a pezzi, salumi, molto spesso sopressata in pezzi e caciocavallo silano o pecorino grattugiato e per finire piselli. Una volta messo in forno e sfornato presenterà la caratteristica crosticina in superficie super croccante, ideale per i pranzi di famiglia del carnevale.
La tradizione del carnevale calabrese si arricchisce ulteriormente poi se pensiamo ai dolci della tradizione: a seconda della zona abbiamo le Chinulille, anche chiamate Chjinaliddi o Turdilli. Si tratta di dolcetti fritti a base di vino cotto o mosto immersi a fine cottura nel miele e serviti in piatto. Le Crispelle, che imbandiscono le tavole calabresi anche nel corso delle vacanze di Natale, frittelle morbide, semplici, facili da preparare e talvolta accompagnate da un piatto di zucchero nel quale immergerle.
Oltre ai Turdilli, anche le Scaliddre sono un dolce tipico del periodo della tradizione calabrese. Si tratta di pasta dolce intrecciata e fritta passata poi nel miele e nello zucchero. I dolci della tradizione sono caratterizzati proprio dall’essere semplici, creati con ingredienti semplici e locali.
Sebbene si tratti di un dolce famoso anche oltre i confini regionali, a Carnevale in Calabria le “Chiacchiere” non mancano mai. Vengono chiamate diversamente a seconda della provincia: Chiacchiere, che è il nome più diffuso, ma anche Frappe, Cenci. Le Chiacchiere prendono questo nome per rappresentare il caos, la confusione il rumore e lo scherzo che caratterizza la festa di carnevale ma non solo; infatti, il nome vuole anche richiamare il rumore che viene fatto nel momento in cui si rompono o si mordono.
Rispetto alle altre regioni, in Calabria sono molto più sottili, croccanti e vengono fritte o in olio o in strutto. Sul finire, vengono spolverate con lo zucchero a velo e a volte nella fase di preparazione vengono aggiunti liquore o scorza di agrumi (arancia o limone) per dare sapore e profumo.
Le chiacchiere sono un rito di famiglia; vengono preparate in grandi quantità, spesso insieme agli altri dolci fritti, come i Turdilli. Le chiacchiere rappresentano anche un momento di condivisione con gli altri, per questo motivo vengono conservate per giorni e servite a chi passa di casa o portate in giro per farle assaggiare.


