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Quando gli alberi parlano: le forme nascoste tra i Giganti della Sila

11.09.25

a cura di

Il Parco Nazionale dei Giganti della Sila, noto anche come Riserva Naturale Biogenetica "I Giganti della Sila" di Fallistro si caratterizza per gli alberi plurisecolari che hanno assistito a secoli di trasformazioni e al susseguirsi di intere generazioni.

La riserva, situata nel comune di Spezzano della Sila (CS) e ampia circa 5 ettari, accoglie 60 maestosi pini larici, alcuni ultracentenari e alti oltre 40 metri. Insieme a loro crescono faggi, aceri e altre specie locali. Tra gli animali si possono avvistare scoiattoli neri, picchi verdi e molte altre presenze selvatiche, mentre il sottobosco è ricco di felci, muschi e funghi.

Questi alberi monumentali sono chiamati "giganti" non soltanto per le loro dimensioni, ma per la loro resistenza e longevità. Piantati nella prima metà del Seicento dalla famiglia baronale dei Mollo, venivano coltivati per la produzione di legno pregiato.

Passeggiare tra questi giganti verdi è un viaggio quasi mistico. Il bosco infatti crea un’atmosfera sospesa, in cui sembra di poter ascoltare le storie di un tempo lontano.

Proprio passeggiando nella riserva, lungo il sentiero d'ingresso si incontra quello che alcuni chiamano il “brontosauro”. È un albero imponente, che un tempo si ergeva fiero verso il cielo come gli altri giganti del bosco; oggi giace al suolo, con i suoi rami distesi che ricordano lo scheletro di un antico dinosauro. Proseguendo, si incontra un altro albero curioso: ha due cavità che sembrano occhi e una fenditura che ricorda una bocca spalancata per lo stupore.

Chi cammina tenendo lo sguardo rivolto verso l’alto si lascia spesso affascinare dalla pareidolia, quel fenomeno mentale che porta a scorgere volti o forme familiari negli elementi naturali. Così, osservando attentamente una “V” formata da due pini larici che crescono da un unico tronco coperto di licheni chiari, si può immaginare una coppia di innamorati: guardano in direzioni opposte, ma sembrano stringersi le mani. Poco più in là, un’altra coppia di alberi sembra essersi riconciliata, abbracciandosi da dietro, con i rami che si protendono insieme verso l’orizzonte occidentale.

In questo bosco antico, dove il tempo scorre al ritmo lento della natura, ogni albero sembra avere una storia da raccontare, un volto da svelare, un gesto da condividere. Camminare tra i Giganti della Sila non è solo un’escursione, ma un viaggio nell’immaginazione e nell’anima del paesaggio, dove la fantasia si intreccia con le radici e i rami si trasformano in messaggi silenziosi. Qui, anche i tronchi caduti continuano a vivere, parlando a chi sa osservare. E magari, tra un abbraccio vegetale e uno sguardo rivolto al cielo, si riscopre il legame più profondo che ci unisce alla terra.