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Calabria sacra: i santuari che raccontano la fede di una terra

22.01.26

a cura di

La Calabria oltre ad essere la culla di tanta cultura e tradizione è anche la terra della fede e della sacralità. Sono tantissimi. Infatti, luoghi di culto e pellegrinaggio di migliaia di fedeli ogni anno sono sparsi per tutta la nostra regione: il Santuario di San Francesco di Paola, il Santuario di Madonna di Porto, quello di Natuzza Evolo, quello dei Santi Cosma e Damiano, il Santuario della Madonna di Capo Colonna e la Certosa di Serra San Bruno sono solo alcuni dei luoghi sacri presenti nel territorio calabrese, ma sono i più importanti e conosciuti in assoluto.

Il Santuario di San Francesco di Paola, situato appunto a Paola in provincia di Cosenza è forse il luogo più visitato e amato da migliaia di pellegrini e fedeli ogni anno. Il santuario sorge nel luogo dove il Santo visse e fondò l’Ordine dei Minimi nel quindicesimo secolo. Immerso nella natura, tra le colline con vista sul mare, è un luogo di spiritualità, connessione con la natura e semplicità come visse sempre il Santo. Il santuario si compone della Basilica nuova, la tappa più amata dai pellegrini, dalla Basilica antica, dal chiostro dove ci si raccoglie nel silenzio e la preghiera, dalla grotta dove il santo si ritirava per pregare e meditare, le fontane miracolose e altri luoghi che hanno rappresentato la quotidianità di San Francesco di Paola.

San Francesco è il patrono della Calabria, protettore degli umili e dei sofferenti e viene celebrato giorno 2 aprile ogni anno, data dell’anniversario della sua morte. Famoso per il suo miracolo dell’attraversamento dello Stretto di Messina sul mantello, i pellegrini lo venerano tutt’ora con pellegrinaggi a piedi da paesi limitrofi nei giorni della festa e con la partecipazione alla storica processione della statua.

Il secondo Santuario importante in Calabria, spostandoci nella provincia di Catanzaro è quello della Madonna di Porto, a Gimigliano. Le origini di questo santuario risalgono al XVII secolo; secondo la tradizione la Madonna apparve in sogno ad un giovane della zona, Pietro Gatto che viveva come brigante nei boschi limitrofi. La Vergine gli indicò il luogo dove erigere una cappella in suo nome e Pietro Gatto ben presto si convertì.

Da lì venne creata poi un’immagine iconografica della Madonna, su immagine della Madonna di Costantinopoli, confezionata da un pittore locale ma secondo la tradizione completata da mano non umana in quanto il pittore, lasciato il quadro a metà nella notte, lo trovò completo la mattina dopo. Il quadro è attualmente quello conosciuto che rappresenta la Madonna di Porto e viene tuttora custodito nel santuario.

Il Santuario attuale è composto dal santuario antico, che è appunto costituito dalla cappella eretta da Pietro Gatto nel quale è tuttora custodito il dipinto raffigurante la Madonna di Porto. Nel 1975 è stata poi aggiunta una seconda parte, la Basilica che costituisce il Nuovo Santuario: la struttura è molto grande per accogliere tutti i pellegrini ed è decorata con mosaici e vetrate colorate. Dal 2013 il santuario nuovo è stato elevato a Basilica Minore dal Papa.

Il Santuario è particolarmente ghermito di pellegrini nel martedì che segue la Pentecoste, giorno in cui viene celebrata la Madonna di Porto con processioni e partecipazioni di fedeli da tutta la regione.

Nella provincia di Vibo Valentia è situato invece il Santuario di Natuzza Evolo, più precisamente nel comune di Mileto. Natuzza era una mistica calabrese molto popolare, vissuta fino al 2009. Era molto conosciuta per le sue esperienze di preghiera profonda e fenomeni mistici, tanto da essere conosciuta come mamma Natuzza ed è stata successivamente intitolata “Beata” dalla chiesa, con il titolo di Serva di Dio. Natuzza lasciò il desiderio di una grande chiesa dedicata al “Cuore immacolato di Maria rifugio delle anime” espressione della sua profonda devozione alla Madonna. La chiesa sorge a Mileto ed è stata consacrata nell’agosto 2022 ed elevata poi a santuario il 23 agosto 2024. Il Santuario si inserisce nel più vasto progetto della “Villa della Gioia”, voluto dallo stesso ispirato da Natuzza: un complesso religioso e sociale che comprende strutture di assistenza (come case per anziani, centri di riabilitazione, auditorium e hospice), pensato per sostenere i più fragili e bisognosi, proprio come lei desiderava.

Il 23 agosto è il giorno in cui la chiesa si gremisce di pellegrini in quanto è scelto come giorno delle celebrazioni: la Beata Natuzza Evolo nasce infatti proprio il 23 agosto 1924.

Sempre in provincia di Vibo Valentia, a Serra San Bruno, sorge un luogo simbolo della spiritualità calabrese, la Certosa di Serra San Bruno. La Certosa, immersa nel Parco Naturale Regionale delle Serre. La Certosa venne fondata tra il 1090 e il 1101 da San Brunone di Colonia, fondatore dell’ordine Certosino che cercava un luogo di silenzio, preghiera interiore e contemplazione e lo trovò proprio qui, tra i boschi di faggi, pini e abeti delle Serre calabresi. La Certosa dispone di un museo visitabile che racconta la storia del luogo e della vita dei certosini. La Certosa è uno dei pochi monasteri certosini ancora attivi in Italia ed esistono leggende legate alla clausura e al silenzio della Certosa, spesso narrate dagli abitanti del luogo.

Spostandosi nella provincia di Reggio Calabria, nel piccolo paese di Riace, sorge il Santuario dedicato ai Santi Cosma e Damiano, i santi medici.  Nel 2002 la chiesa è stata elevata a santuario diocesano. Eretto intorno al XI secolo dai monaci italo-greci, nel corso dei secoli è cresciuto come luogo di culto e devozione popolare. Nel Santuario sono presenti diversi affreschi riguardanti la vita dei Santi Cosma e Damiano realizzati negli anni 20 dello scorso secolo. La festa si tiene dal 25 al 27 settembre con la preparazione di un novenario e processioni che attraversano e coinvolgono l’intero paese: le statue dei Santi vengono portate in processione per raggiungere il Santuario con canti, preghiere e partecipazione di devoti anche a piedi da vari paesi della regione.

Nella provincia di Crotone si trova un altro santuario molto celebre: Il Santuario della Madonna di Capo Colonna che sorge sul promontorio di Capo Colonna poco fuori Crotone. Il santuario è dedicato alla Madonna di Capo Colonna, venerata attraverso un’icona mariana chiamata anche “Madonna Nera per il colore scuro della pelle dipinta nella tradizione bizantina. Originariamente custodita nel santuario stesso, oggi l’icona è conservata nella Cattedrale di Crotone, da dove ogni anno viene portata in processione al santuario. Secondo la tradizione, un gruppo di pirati turchi cercò di bruciare l’icona della Madonna senza riuscirvi; poi la gettarono in mare, ma questa fu ritrovata miracolosamente sulla spiaggia da un pescatore, che la custodì con grande devozione. Terza domenica di maggio: è il giorno centrale della devozione. La sacra immagine viene portata in processione notturna dal Duomo fino al Santuario di Capo Colonna, in un cammino di preghiera lungo circa 12–13 km.