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Il cenone e le credenze di Capodanno

23.12.25

a cura di

La sera del 31 dicembre rappresenta la fine di un ciclo: si saluta il vecchio anno e si espongono i propri desideri, le proprie speranze per l’anno successivo che ci si prepara ad accogliere nel giusto modo. Nella tradizione calabrese l’accoglienza del nuovo anno è fatta di credenze, cibo e tradizioni che vengono considerate di buon auspicio.

Il cenone del 31 dicembre è sì un momento di unione tra famiglia e amici, per accogliere il nuovo anno ma porta con sé un grosso numero di tradizioni sia gastronomiche che non. La parola d’ordine del cenone di Capodanno è: abbondanza. La tavola deve infatti essere ricca, imbandita in quanto è di buon auspicio per l’anno nuovo.

Il piatto della tradizione che più di tutti rappresenta questa ricchezza e abbondanza e amato dalla tradizione è cotechino e lenticchie: le lenticchie per via della loro forma tondeggiante simboleggiano le monete e quindi ricchezza e prosperità per il nuovo anno. Il cotechino, e quindi la carne di maiale invece rappresenta abbondanza e benessere in quanto nel passato era la sicurezza alimentare di ciascuna famiglia.

Oltre al classico cotechino e lenticchie, sulla tavola dei calabresi si trovano pasta al forno, considerato un piatto ricco che rappresenta continuità, il pesce, diffuso soprattutto nelle zone costiere, che in qualche modo simboleggia l’unità della famiglia e ovviamente non mancano mai i dolci tipici del periodo natalizio per chiudere il cenone in dolcezza, considerato fondamentale dalla tradizione. Di importazione è invece la credenza del mangiare uva sotto al tavolo: un augurio di fortuna nato nella tradizione spagnola e importato anche in Italia anche se in Calabria è più diffuso mangiare frutta secca o dolci per attirare la prosperità.

Oltre alle tradizioni gastronomiche sono diverse anche le credenze sul vestire e come comportarsi il 31 dicembre e il giorno di Capodanno. In Calabria, ad esempio, è considerato di buon auspicio indossare qualcosa di rosso, simbolo di vita, energia e protezione dal male, è considerato un portafortuna, amore e prosperità.

Allo scoccare della mezzanotte è considerato importante non essere a tavola vuota ma avere davanti a sé cibo e vino, con l’auspicio che non manchi nulla nel nuovo anno. Diffuse sono anche le credenze sul primo incontro la mattina del 1° gennaio: in alcune zone; infatti, si crede che sia di buon auspicio incontrare per primo un uomo la mattina di Capodanno oppure una persona allegra e ben vestita. Si usa in alcune zone anche buttare il vecchio: oggetti vecchi o inutili di cui non si fa più utilizzo, se buttati via, mostrano la volontà di liberarsi delle negatività dell’anno passato sebbene non sia una credenza diffusa in tutta la Calabria.

Per ultimo i botti: sebbene crei delle discordanze tra i calabresi e non solo, i botti, i fuochi d’artificio e i rumori forti nella tradizione simboleggiano la volontà di liberarsi da spiriti maligni, sfortuna e “svegliare” il nuovo anno per accoglierlo a festa.

Le credenze legate al 31 dicembre in Calabria quindi hanno tutte un obiettivo preciso: accogliere il nuovo anno con auspicio di fortuna, prosperità e benessere in ciascun modo possibile.