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Riace

<p>Il primo documento che parla dell'esistenza di Riace risale al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1562">1562</a>, in merito alla morte del riacese Cristoforo Crisostomo e della sua probabile proclamazione a santo. La campana della chiesa dell'Assunta riporta poi scritto: <i>Hanc fundere fecit campanam Confraternitas s.mi Sacramenti, A.D. 1596</i> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Riace#cite_note-autogenerato1-7">[7]</a>. In quei tempi, la città disponeva di una cinta muraria e di tre porte d'accesso: la Porta di Santa Caterina, la Porta di Sant'Anna e la Porta dell'Acqua. Nei pressi della costa, a 8&nbsp;km, fu edificata la Torre di Casamona, per prevenire le incursioni turche, di cui si attesta la presenza dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1583">1583</a>. Tale torre era composta da un cannone, da una terrazza merlata e proponeva due ampie stanze sovrapposte. Rappresentava un importante presidio difensivo che, nel XVI secolo, era parte di una ''cellula'', compresa nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_Romano-Carratelli">Codice Romano-Carratelli</a>. Faceva, quindi, parte di un unico nucleo di difesa, rappresentato da una serie di altre torri presenti sulla costa ionica, aventi lo scopo di sorvegliare e prevenire l'assalto turco e barbaresco proveniente da est.</p>