PUNTI DI INTERESSE
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San Donato di Ninea
<p>San Donato di Ninea è un suggestivo comune italiano di 1.056 abitanti, situato nella provincia di Cosenza, in Calabria, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. </p> <p>Arroccato tra le montagne e immerso in un paesaggio di straordinaria bellezza, il borgo conserva il fascino della tradizione calabrese, con le sue stradine caratteristiche, il centro storico e un patrimonio di cultura, storia e antichi sapori.</p> <p>Il territorio è particolarmente apprezzato per la natura incontaminata, le tradizioni gastronomiche e la coltivazione della castagna, protagonista di importanti manifestazioni popolari, come la Festa d’Autunno – Sagra della Castagna.</p> Lire la suite »
Locri
<p>Locri è situata sulla pianura della fascia costiera ionica Reggina, fra il massiccio dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aspromonte">Aspromonte</a> ed il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mar_Ionio">Mar Ionio</a>. È circondata da parecchie colline da cui si possono ammirare i tipici paesaggi Locridei, agrumeti di ogni genere, fra cui il prezioso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bergamotto">bergamotto</a>, uliveti secolari, vigneti, mandorleti, lecceti spontanei, mirteti, gelsomini, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ginestre">ginestre</a> e <a>fichi d'India</a>. Le spiagge locresi sono grandi, incontaminate e disseminate della tipica vegetazione mediterranea, con una particolarità, la presenza dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carpobrotus">Carpobrotus</a> e del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pancratium_maritimum">giglio di mare</a>.</p> Lire la suite »
Serrastretta
<p>Serrastretta fu fondata nel 1383 dalle famiglie Bruni, Mancuso, Fazio, Talarico e Scalise di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scigliano">Scigliano</a> che, per gare intestine emigrarono dalla predetta Scigliano, trovarono rifugio — tormentate dai loro nemici — in quest’area tra due Serre. Il nome Serrastretta fu dato per la prima volta da alcuni abitanti di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Taverna_(Italia)">Taverna</a>, i quali, dirigendosi verso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nicastro">Nicastro</a>, notarono questo piccolo abitato “stretto tra due Serre”. Fu feudo della famiglia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caracciolo_(famiglia)">Caracciolo</a>. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1609">1609</a> fu acquistata dai <a>d'Aquino</a>. Fin dall'origine fu aggregata come "Casale" all'Università di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Feroleto_Antico">Feroleto Antico</a>; nel 1595 la Regia Corte della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Calabria_Ultra">Calabria Ultra</a>, a seguito di un censimento, elevò il paese ad Università (oggi Comune).</p> <p>Il 19 gennaio 1807 Serrastretta fu elevata a sede circoscrizionale dei Governi del Regno, poi confermata ed ampliata con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regio_decreto">regio decreto</a> nel 1816 di re Ferdinando di Borbone e dalla successiva ristrutturazione operata nel 1860 dopo l'<a>Unità d'Italia</a>. Il 20 marzo 1807 la sede del Giudice di Pace fu trasferita da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Feroleto_Antico">Feroleto Antico</a> a Serrastretta; poi fu trasformata nel 1862 in Pretura.</p> <p>Nel corso dei secoli Serrastretta ha sempre goduto di un’ottima fama, grazie anche alla ricca <a>famiglia D'Aquino</a> che le fece conoscere un notevole sviluppo economico nel campo dell'artigianato e nella diffusione del commercio del baco da seta. Serrastretta è stata anche uno dei primi centri abitati del Sud Italia ad avere l’energia elettrica, ancora prima di Catanzaro. Nella parte bassa del paese vi sono i resti della centrale idroelettrica gestita dalla S.I.E.S. (Società Idro Elettrica Serrastrettese) finanziata da un'abbiente famiglia del capoluogo (correva l'anno <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1908">1908</a>).</p> Lire la suite »
Petronà
<p>L'abitato è situato a 889 metri di altitudine nell'area geografica della Sila Piccola non lontano dal mar Ionio. Condivide, con il comune crotonese di Mesoraca, la cima del monte Femminamorta (m 1730), la terza cima più elevata della Sila Piccola, dopo il monte Gariglione (m 1765) e il monte Scorciavuoi (m 1745). Il suo territorio è compreso nel Parco nazionale della Sila.</p> Lire la suite »
Dipignano
<p> <strong>Dipignano</strong> è un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comune_(Italia)">comune italiano</a> di 4 043 abitanti della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Cosenza">provincia di Cosenza</a> situato su un declivio alla destra del torrente Iassa, nell'alta valle del Crati, a sud di Cosenza. È composto da 6 frazioni principali: Dipignano Centro, Dipignano Doviziosi, Dipignano Basso, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tessano?action=edit&redlink=1">Tessano</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Laurignano">Laurignano</a> e Molino Irto. Il territorio copre una superficie di 23.37 kmq ed è compreso tra un'altitudine minima di 243 metri s.l.m. e una massima di 1 175. Presente ed attiva è la comunità <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Valdese">valdese</a> di Dipignano, concentrata in un antico nucleo abitativo chiamato Doviziosi, dove da pochi anni ha anche acquistato dalla Curia la chiesa intitolata a sant'Ippolito, restaurandola e adibendola a proprio luogo di culto.</p> Lire la suite »
Campana
<p>Campana è un paese della Presila Cosentina situato a metà tra il mare e la montagna, a circa 600 metri sul livello del mare, con una superficie di 116,68 km². Geograficamente è posto al confine con la provincia di Crotone e confina coni comuni di Bocchigliero e Scala Coeli per la provincia di Cosenza. Il territorio è orograficamente caratterizzato da rilievi che arrivano a 700 m s.l.m. come c.zzo Pennina e Manca di Ponza, Timpone Castelluzzo. Può essere considerato un comune di montagna. Zona climatica D.</p> <p>L’aspetto geomorfologico del territorio comprende due fasce ben distinte in direzione ovest ed est. La prima è costituita dalla fascia pre-silana con terreni collinari e la seconda è costituita da una area montana con pendenze minime e leggere ondulazioni. Dalla carta altimetrica si vede come il territorio sia compreso fra la quota 400 e la quota 1930 m s.l.m. Sull'altopiano vero e proprio sono predominanti aree a dolce acclività che rappresentano l’aspetto peculiare della zona. In corrispondenza delle pendici orientali e occidentali si hanno le acclività maggiori con pendenze dell'ordine del 30% e superiori. Si tratta di aree molto estese con pendici alquanto scoscese che precipitano in veri e propri dirupi. Il cuore del territorio invece, situato, grosso modo, in corrispondenza baricentrica con lieve eccentricità verso occidente, presenta vaste aree con pendenze comprese fra 0 e 5%; 5 e 15%; 15 e 30%.</p> Lire la suite »
Bisignano
<p>È posta a 350 metri sul livello del mare sulle ultime propaggini collinose della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sila">Sila</a> greca, a dominio della valle del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Crati">Crati</a>. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arcidiocesi_di_Cosenza-Bisignano">sede vescovile</a> dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/VIII_secolo">VIII secolo</a>, vanta i ruderi di un castello bizantino-normanno e la cattedrale, risalente al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIII_secolo">XIII secolo</a> ma quasi interamente rifatta.</p> <p>Nicola Leoni, nel libro <i>Dalla Magna Grecia e delle Tre Calabrie</i> del 1845 descrive Bisignano così: «La città ha belli edifici, più parrocchie, un seminario, più monasteri, un monte di pietà. Educa un popolo di 4450 individui civili industriosi. È celebrata per le bellissime razze di cavalli. Si allontana da Cosenza a 20 miglia. La famiglia Sanseverino vi ebbe signoria. Ampio fertilissimo n'è il territorio che si distende in vallate, in aprici colli deliziosi, piantati di ulivi, di viti, di gelsi, e di tutta la numerosa famiglia dell'ubertose piante, irrigato da limpidissimi rivi. La Cattedrale col titolo dell'Assunta è di bell'architettura.»</p> Lire la suite »
Serrata
<p>Serrata è un comune della provincia di Reggio Calabria, situato nell’entroterra delle Serre calabresi. Il paese conserva un’atmosfera tipica dei piccoli borghi dell’area, con un patrimonio legato alle tradizioni, alla vita comunitaria e al paesaggio collinare. Il territorio offre scorci naturali e rappresenta un punto di interesse per chi desidera scoprire l’entroterra calabrese, le sue tradizioni e la sua cultura locale.</p> Lire la suite »
Montalto Uffugo
<p>Le origini di Montalto restano tuttora incerte. Non sappiamo se questa mancanza di dati sia dovuta alla scarsità di fonti scritte o, come alcuni ipotizzano, a una volontà inquisitoria volta a cancellare eventi gravissimi – poiché Montalto Uffugo fu teatro di una delle più terribili stragi contro una minoranza religiosa. Di certo, l’atteggiamento di “omertà” da parte di chi nel tempo ha rinvenuto reperti lungo il territorio, unito alla sistematica cementificazione di importanti testimonianze architettoniche, non ha favorito il lavoro degli storici.</p> Lire la suite »
Giffone
<p>Il paese venne fondato alla fine del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVII_secolo">Seicento</a> da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Giffone?action=edit&redlink=1">Francesco Giffone</a>, marchese di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cinquefrondi">Cinquefrondi</a>, appartenente alla famiglia Giffone, nobili di Polistena, Cinquefrondi e Tropea.</p> <p>Da lui e dalla sua casata il paese prese il nome e lo stemma, scaccato di argento e di nero di sei file, con la fascia di rosso attraversante sul tutto.</p> <h3> <strong>Simboli</strong> </h3> <p>Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR dell'11 giugno 1980.</p> <p>«<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scaccato">Scaccato</a> di nero e d'argento, di sei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fila_(araldica)">file</a>, alla fascia di rosso, attraversante; col capo d'azzurro, alla stella d'oro a cinque punte. Ornamenti esteriori da Comune.»</p> <p>Il comune ha ripreso il blasone della famiglia Giffone, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Brisura">brisato</a> dal capo di azzurro. Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di azzurro.</p> Lire la suite »
Donnici
<p>Secondo alcuni storiografi, il toponimo <i>Donnici</i> deriverebbe dal vocabolo "donax", ossia luogo dove crescono le canne. Secondo altri, la denominazione avrebbe origine latina e vorrebbe significare <i>Campi Dominici</i>, terreni del signore cioè terreni demaniali e quindi amministrati direttamente dal governatore romano.</p> <p>Trattandosi di un territorio collinare, apparentemente poco adatto alla crescita delle canne, si propende per la seconda ipotesi.</p> <p>Per quanto riguarda l'evoluzione fonetica, da <i>Dominici</i> con la caduta della <i>i</i> si è avuto <i>Domnici</i>, da cui per successiva assimilazione intorno al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">XVI secolo</a>, si è avuto <i>Donnici</i>.</p> <p>Tale passaggio è documentato anche dal Regesto Vaticano del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1424">1424</a>, che usa la trascrizione <i>Dopnicis</i> proprio per l'incertezza fonetica da <i>m</i> a <i>n</i>.</p> Lire la suite »
Varapodio
<p>Il paese si trova a un'altitudine di 231 metri sul livello del mare, nei pressi dello sbocco del torrente Calabrò nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marro_(fiume)?action=edit&redlink=1">fiume Marro</a> alle propaggini settentrionali dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aspromonte">Aspromonte</a>, al confine della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piana_di_Gioia_Tauro">Piana di Gioia Tauro</a>, il clima è temperato.</p> Lire la suite »
Cinquefrondi
<p>Cinquefrondi si trova ai confini della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piana_di_Gioia_Tauro">piana di Gioia Tauro</a>, a un'altitudine di 257 metri sul livello del mare e il suo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Territorio">territorio</a> ricade in quello del <a>Parco nazionale dell'Aspromonte</a>.</p> <p>Crea una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Conurbazione">conurbazione</a> con il comune di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Polistena">Polistena</a>.</p> Lire la suite »
Petilia Policastro
<p>Il territorio comunale di Petilia Policastro è quasi del tutto montano, dominato dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Gariglione">monte Gariglione</a>. Il nucleo urbano principale è collocato nell'alto bacino del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tacina">fiume Tacina</a>, su un contrafforte roccioso del versante orientale del monte Petto di Mandra (m 1681 s.l.m.), tra i maggiori rilievi della Sila Piccola. Notevolissima è l'escursione altimetrica del territorio comunale essendo esso compreso tra 30 e 1.715 metri sul livello del mare.</p> Lire la suite »
Marzi
<p>Marzi è ubicato a sud di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cosenza">Cosenza</a>, ed il suo territorio è compreso nella valle del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Savuto_(fiume)">fiume Savuto</a>, che lo attraversa separandolo da quello del comune di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carpanzano">Carpanzano</a>.</p> <p>Da un'altitudine di 300 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Livello_del_mare">m s.l.m.</a>, misurata nel greto del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Savuto_(fiume)">Savuto</a> in corrispondenza del Ponte Nuovo, si passa ai 1.230 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Livello_del_mare">m s.l.m.</a> di Colle Pallone, percorrendo una distanza, in linea retta, di circa 8.350 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Metro">m.</a> La principale frazione, Orsara, è ubicata a 894 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Livello_del_mare">m s.l.m.</a> (fonte <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_Geografico_Militare">IGM</a> 1:25.000).</p> Lire la suite »
Fabrizia
<p>I <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carafa">Carafa</a>, ad un secolo dell'acquisizione avvenuta nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1479">1479</a> della baronia di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caulonia">Castelvetere</a> da Ferrante d'Aragona (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_I_di_Napoli">Ferdinando I di Napoli</a>), avviarono rapidamente l'ampliamento del feudo, che ad un secolo dall'acquisizione, alla fine del Cinquecento, si configurò come un vasto stato feudale. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1594">1594</a> i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carafa">Carafa</a> acquisiranno anche il titolo di principi di Roccella ed, a partire da quell'anno, lo Stato verrà identificato con tale denominazione.</p> <p>È <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caulonia#Dominio_dei_Carafa_.281479-1806.29">Fabrizio Carafa</a> 3º Marchese e 1º Principe di Roccella dal 24.3.1594 (1570 +6.9.1629) del ramo della Spina, che resse lo Stato dalla morte del padre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caulonia#Dominio_dei_Carafa_.281479-1806.29">Geronimo</a> (1570) fino al 1629. È il regista del piano di ampliamento e rilancio dei feudi: con la sua presa di possesso venne attuato l'ingrandimento dello Stato, mettendo in atto interventi per una politica attenta sia al controllo che allo sviluppo economico dello stato feudale. Così va interpretata la riedificazione dei casali di Santa Maria della Grazia e Campoli nel territorio del marchesato di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caulonia">Castelvetere</a>, oggi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caulonia">Caulonia</a>, e la fondazione alla fine del Cinquecento di due piccoli centri: Fabrizia e Carafa. Il motivo che spinse il Carafa a scegliere <i>li prunari</i> come sede di un nuovo centro (Fabrizia) è riconducibile alla volontà di strutturare in maniera più solida un abitato, in un territorio dotato di notevoli risorse forestali, in cui era diffusa la pastorizia e in cui erano presenti, e sfruttate dall'antichità, anche risorse minerarie.</p> Lire la suite »
Santa Domeica Talao
<p>Il toponimo <i>Talao</i> richiama il fiume Lao, citato nelle fonti classiche come <strong>Λάος</strong> (<i>Laos</i>) e legato all’antica città di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Laos_(antica_citt%C3%A0)?action=edit&redlink=1">Laos</a>, colonia dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sibari">Sibariti</a> menzionata da autori greci e latini come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Strabone">Strabone</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Plinio_il_Vecchio">Plinio il Vecchio</a>. Secondo alcune ipotesi toponomastiche, il termine potrebbe derivare dalla contrazione dell’espressione greca <i>κατά Λάος</i> (<i>katà Lâos</i>), che significa “presso il Lao” o “verso il Lao”, divenuta nel tempo <i>Talao</i>. In tradizioni erudite successive è attestata anche la forma <strong>Θαλάος</strong> (<i>Thaláos</i>), probabilmente frutto di corruzioni testuali o di un’associazione etimologica con <i>θάλασσα</i> (“mare”).</p> Lire la suite »
Vibo Valentia
Cosenza


