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Bisignano

<p>È posta a 350 metri sul livello del mare sulle ultime propaggini collinose della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sila">Sila</a> greca, a dominio della valle del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Crati">Crati</a>. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arcidiocesi_di_Cosenza-Bisignano">sede vescovile</a> dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/VIII_secolo">VIII secolo</a>, vanta i ruderi di un castello bizantino-normanno e la cattedrale, risalente al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIII_secolo">XIII secolo</a> ma quasi interamente rifatta.</p> <p>Nicola Leoni, nel libro <i>Dalla Magna Grecia e delle Tre Calabrie</i> del 1845 descrive Bisignano così: «La città ha belli edifici, più parrocchie, un seminario, più monasteri, un monte di pietà. Educa un popolo di 4450 individui civili industriosi. È celebrata per le bellissime razze di cavalli. Si allontana da Cosenza a 20 miglia. La famiglia Sanseverino vi ebbe signoria. Ampio fertilissimo n'è il territorio che si distende in vallate, in aprici colli deliziosi, piantati di ulivi, di viti, di gelsi, e di tutta la numerosa famiglia dell'ubertose piante, irrigato da limpidissimi rivi. La Cattedrale col titolo dell'Assunta è di bell'architettura.»</p>