PUNTI DI INTERESSE

Scopri la Calabria

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Satriano

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Bivona

<p> <strong>Bivona</strong> è una località costiera del territorio di <strong>Vibo Valentia</strong>, affacciata sul Mar Tirreno e caratterizzata da un paesaggio che unisce mare, spiagge e testimonianze della storia locale. Il territorio è legato da secoli alla pesca del tonno e alla presenza dell’antica tonnara, documentata già dall’XI secolo.</p> Read MoreAboutBivona »

Pianette di Rovito

<p>Ecco le sue caratteristiche principali:</p> <ul> <li> <strong>Posizione strategica:</strong> Si trova sulle colline della Presila cosentina, a brevissima distanza (circa una decina di minuti in auto) dal capoluogo <strong>Cosenza</strong>. È lambita dalla strada statale <strong>SS107 Silana Crotonese</strong>, il che la rende un punto di passaggio comodo per chi si sposta tra la città e l'altopiano della Sila.</li> <li> <strong>Contesto residenziale e tranquillo:</strong> Rispetto al centro storico di Rovito, che si trova più in alto, Pianette si sviluppa lungo la vallata e le prime pendici collinari. Ha vissuto una buona espansione residenziale proprio per la sua vicinanza a Cosenza, offrendo un clima fresco e una vita comunitaria tranquilla.&nbsp;</li> <li> <strong>Vita sociale e spirituale:</strong> Il cuore della vita della frazione ruota attorno alla <strong>Chiesa di Santa Maria delle Grazie</strong>. La comunità è molto unita e attiva in iniziative sociali e tradizionali (come il noto gruppo di volontariato locale <i>"La Ruota del Sorriso"</i>, famoso per la creazione di presepi artigianali).</li> </ul> Read MoreAboutPianette di Rovito »

Piscopio

<p>Situata a circa <strong>2,4 km da Vibo Valentia</strong>, Piscopio sorge in posizione panoramica a circa <strong>374 metri sul livello del mare</strong>. Le sue origini sono molto antiche e il territorio ha rappresentato nei secoli un importante punto di passaggio e collegamento tra Vibo Valentia e l’entroterra calabrese. Il paesaggio è caratterizzato da una ricca vegetazione, uliveti, alberi da frutto e diversi torrenti, elementi che contribuiscono al fascino naturale della frazione. <strong>C</strong> </p> <p>Il borgo conserva inoltre testimonianze della propria storia, tra cui la <strong>Chiesa di San Michele Arcangelo</strong>, dedicata al patrono locale, e tracce delle antiche attività legate ai mulini ad acqua. Piscopio mantiene ancora oggi un forte legame con le tradizioni e con la partecipazione della comunità, rappresentando una realtà significativa del territorio vibonese.</p> Read MoreAboutPiscopio »

Mileto

<p>Il centro urbano odierno ha una pianta regolare e ordinata, ricostruita più a ovest rispetto al nucleo originario in seguito al devastante terremoto del <strong>1783</strong>, che rase completamente al suolo la vecchia città. Le strade sono tranquille, impreziosite da palazzi signorili, una curatissima Villa Comunale e vicoli recentemente valorizzati da vivaci murales e opere di street art. Dominano la scena edifici legati al suo storico ruolo di <strong>sede vescovile</strong> (istituita fin dall'XI secolo), tra cui spiccano il monumentale Seminario e la Cattedrale di Santa Maria Assunta, ricostruita in stile romanico-lombardo.&nbsp;</p> Read MoreAboutMileto »

Longobucco

<p>Nel 1487 re <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_I_di_Napoli">Ferrante d'Aragona di Napoli,</a> grato a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ludovico_il_Moro">Ludovico il Moro</a> per l'aiuto ricevuto nella lotta contro la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Congiura_dei_baroni">congiura dei baroni</a>, gli concesse il principato di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rossano_(Corigliano-Rossano)">Rossano</a> e le contee calabre di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Borrello">Borrello</a>, Longobucco e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rosarno">Rosarno</a>, che venivano ad aggiungersi al ducato di Bari, già in suo possesso dal 1479. Già a partire da allora ne fu altrettanto titolare la di lui moglie, <a>Beatrice d'Este</a>, nipote e figlia adottiva del re, per volontà dell'avo che gliela concedeva in moglie. Alla <a>morte di quest'ultima</a>, nel 1497, Ludovico (ormai duca di Milano) cedette Longobucco insieme all'intero ducato di Bari al loro secondogenito <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_II_Sforza">Sforza Francesco</a>, ma questi non ne godette che fino al 1499, poiché a causa dell'imminente invasione francese del ducato di Milano e di una confusa e infruttuosa manovra politica del padre Ludovico, Longobucco con l'intero ducato di Bari fu occupato da <a>Isabella d'Aragona</a>, pur continuando a esserne titolare Francesco. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ludovico_il_Moro">Ludovico il Moro</a> e sua moglie <a>Beatrice d'Este</a>, duchi di Bari, nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pala_Sforzesca">Pala Sforzesca</a>.</p> <p>Il paese rivestì un ruolo molto importante durante il brigantaggio: nativi di Longobucco erano i feroci briganti Palma, Faccione, Santoro, che si faceva chiamare <i>Re Coremme</i>.</p> <p>Durante il fascismo vennero confinati in questo paese alcuni dignitari etiopi che avevano avuto importanti ruoli nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arbegnuoc">resistenza al colonialismo fascista</a>.</p> Read MoreAboutLongobucco »

Riace

<p>Il primo documento che parla dell'esistenza di Riace risale al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1562">1562</a>, in merito alla morte del riacese Cristoforo Crisostomo e della sua probabile proclamazione a santo. La campana della chiesa dell'Assunta riporta poi scritto: <i>Hanc fundere fecit campanam Confraternitas s.mi Sacramenti, A.D. 1596</i> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Riace#cite_note-autogenerato1-7">[7]</a>. In quei tempi, la città disponeva di una cinta muraria e di tre porte d'accesso: la Porta di Santa Caterina, la Porta di Sant'Anna e la Porta dell'Acqua. Nei pressi della costa, a 8&nbsp;km, fu edificata la Torre di Casamona, per prevenire le incursioni turche, di cui si attesta la presenza dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1583">1583</a>. Tale torre era composta da un cannone, da una terrazza merlata e proponeva due ampie stanze sovrapposte. Rappresentava un importante presidio difensivo che, nel XVI secolo, era parte di una ''cellula'', compresa nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_Romano-Carratelli">Codice Romano-Carratelli</a>. Faceva, quindi, parte di un unico nucleo di difesa, rappresentato da una serie di altre torri presenti sulla costa ionica, aventi lo scopo di sorvegliare e prevenire l'assalto turco e barbaresco proveniente da est.</p> Read MoreAboutRiace »

Pellaro

<p>La zona, abitata sin dai tempi della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Magna_Grecia">Magna Grecia</a>[<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Uso_delle_fonti"><i>senza&nbsp;fonte</i> </a>], è sempre rientrata nell'area d'influenza di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Reggio_Calabria">Reggio Calabria</a> e secondo storia e racconti i primi cittadini crearono Reghium "Reggio Calabria "i pellaresi narrano gli storici fondarono per primi la città dello stretto. Con la conquista della città nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/272_a.C.">272 a.C.</a> da parte dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antica_Roma">romani</a>, la zona di Pellaro divenne con i suoi boschi il cuore della produzione di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Navi_da_guerra">navi da guerra</a> che <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rhegium"><i>Rhegium</i> </a> doveva fornire a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>. Inoltre, sulla costa, all'incirca presso l'insenatura di <i>Occhio</i>, si suppone vi fosse un importante porto per i traffici con l'oriente[<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Uso_delle_fonti"><i>senza&nbsp;fonte</i> </a>].</p> <p>Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_del_1908">terremoto e successivo maremoto</a>, che il 28 dicembre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1908">1908</a> colpì profondamente Reggio Calabria e Messina, causò gravissimi danni anche a Pellaro, dove il maremoto raggiunge la sua massima intensità, con onde alte fino a 13 metri. Nella regione si contarono fino a 2000 vittime, e anche Pellaro fu colpita duramente: molte delle case lungo la costa vennero rase al suolo.</p> <p>Il Barone "Nesci" nel terreno di sua proprietà fece costruire la via Nazionale e le traverse che tutt'oggi sono il centro di Pellaro.</p> <p>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1927">1927</a> il Comune di Pellaro, insieme ad altri dieci, fu incluso nella conurbazione, fortemente voluta dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Podest%C3%A0_(fascismo)">podestà</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Genoese_Zerbi">Giuseppe Genoese Zerbi</a>, della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grande_Reggio"><i>Grande Reggio</i> </a><i></i>e ridotto a semplice circoscrizione. Un libro ne racconta la storia con immagini e descrizioni inedite: <i>C'era una volta Pellaro</i> di Salvatore D'Aleo.</p> Read MoreAboutPellaro »

Piane Crati

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Giardino Orto Botanico Santicelli

<p>Il giardino botanico “Santicelli” (che deriva da Spina Santa, antico nome del luogo) si trova a circa 50 metri sopra il livello del mare, su un’altura (orientata a Est Nord Est) che si affaccia verso il bellissimo Golfo di Squillace e sulla cosiddetta “Baia dell’Ippocampo”. E’ stato istituito poco più di venti anni fa. I lavori sono stati continuati dall’A.Fo.R., Azienda Forestale della Regione Calabria, l’Ente che tuttora lo gestisce. Lungo il sentiero che lo attraversa, si trovano quattro postazioni antiaree/antinave risalenti alla seconda guerra mondiale e collegate tra di loro da cunicoli sotterranei. Nel giardino valido esempio di tutela e conservazione della biodiversità, si può ammirare una collezione di oltre 1000 specie di piante tipiche della macchia mediterranea jonica e di molte piante esotiche provenienti da paesi lontani; alcune in via di estinzione. E’ uno splendido belvedere dal quale si può ascoltare il suono del mare e, contemporaneamente, ammirare l’antica torre “cavallara”, usualmente denominata “Torre di Carlo V”, costruita nel XVI secolo per le attività di guardia e di avvistamento.</p> Read MoreAboutGiardino Orto Botanico Santicelli »

San Demetrio Corone

<p>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cittadina">cittadina</a> è considerata uno dei principali centri storici, culturali e religiosi della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comunit%C3%A0">comunità</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arb%C3%ABresh%C3%AB">albanese d'Italia</a>. Fondata dagli esuli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Albanesi">albanesi</a> giunti nell’Italia meridionale tra il XV e il XVII secolo, in seguito alla conquista turco-ottomana dei territori albanesi, il comune conserva tuttora la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_albanese">lingua albanese</a>, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rito_bizantino">rito bizantino</a>, i costumi e l'identità <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Etnia">etnica</a> propria d'origine. È particolarmente nota per ospitare il <a>Collegio di Sant'Adriano</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1732">1732</a>-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1794">1794</a>), uno dei più antichi e prestigiosi istituti culturali e religiosi dell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arb%C3%ABria">Arbëria</a> per la conservazione del rito orientale e delle tradizioni <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Albania">patrie</a>, nel quale si formarono numerosi esponenti della classe intellettuale, politica e letteraria albanese d’Italia e dei Balcani tra il XVIII e il XX secolo. Ecclesiasticamente appartiene all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eparchia_di_Lungro">Eparchia di Lungro</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica_italo-albanese">Chiesa cattolica italo-albanese</a>).</p> <p> <br>&nbsp;</p> Read MoreAboutSan Demetrio Corone »

Mangone

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Casignana

<p>Casignana è un piccolo centro dell'entroterra jonico reggino, posto su una collina a 342 m sul versante orientale dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aspromonte">Aspromonte</a>, a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Est">est</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Reggio_Calabria">Reggio Calabria</a>. Situato tra la montagna e il mare (in località Palazzi, sulla costa, sorgono i resti della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_romana_di_Casignana">Villa romana di Casignana</a>), il paese vanta paesaggi ambientali quasi incontaminati dall'uomo, resi fruibili attraverso percorsi naturalistici che dalla costa si diramano verso l'interno. Importante risorsa ambientale è la Sorgente di Favate, da sempre utilizzata per la cura delle malattie reumatiche. Una parte del suo territorio è compresa nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comunit%C3%A0_montana_Aspromonte_Orientale">Comunità montana Aspromonte Orientale</a>.</p> Read MoreAboutCasignana »

Rovito

<p>A Rovito è nato lo scienziato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tommaso_Cornelio">Tommaso Cornelio</a> protagonista della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_scientifica">rivoluzione scientifica</a> del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVII_secolo">XVII secolo</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_di_Napoli">Regno di Napoli</a>.</p> <p>Nel Vallone di Rovito (che si trova però nel territorio del comune di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cosenza">Cosenza</a>), l'11 luglio 1844, trovarono la morte i patrioti calabresi Pietro Villacci, Antonio Raho, Nicola Corigliano, Giuseppe Franzese, Santo Cesario e Raffaele Camodeca, coinvolti nei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Moti_di_Cosenza?action=edit&amp;redlink=1">moti di Cosenza</a> del 15 marzo. Successivamente, il 25 luglio, furono giustiziati, dopo un fallito tentativo di sollevare le popolazioni calabresi contro il regno di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_II_delle_Due_Sicilie">Ferdinando II delle Due Sicilie</a> nella prospettiva dell'unificazione italiana, i patrioti <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mazzinianesimo">mazziniani</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_Bandiera">fratelli Bandiera</a> insieme a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_Ricciotti">Nicola Ricciotti</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Venerucci">Giovanni Venerucci</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anacarsi_Nardi">Anacarsi Nardi</a>, Giacomo Rocca, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_Moro_(patriota)">Domenico Moro</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Berti_(patriota)?action=edit&amp;redlink=1">Francesco Berti</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_Lupatelli">Domenico Lupatelli</a>, che facevano parte della spedizione salpata da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corf%C3%B9">Corfù</a> sul <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trabaccolo">trabaccolo</a><i>San Spiridione</i> del capitano Mario Caputi.</p> Read MoreAboutRovito »

Pentone

<p>Petone è posto a 648 metri s.l.m. sulle pendici meridionali della Sila Piccola. Nei pressi dell'abitato sorge a 711 metri s.l.m., in piazzale arciprete don Salvatore Mazzuca, il santuario della Madonna di Termine, che è meta di pellegrinaggio in occasione dei solenni festeggiamenti che si svolgono ogni anno la seconda domenica di settembre.</p> Read MoreAboutPentone »

Marina di Gioiosa Ionica

<p>La storia di Marina di Gioiosa Ionica è strettamente intrecciata con la storia di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gioiosa_Ionica">Gioiosa Ionica</a>, di cui costituiva una frazione fino al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1948">1948</a>, anno in cui essa si staccò formando un comune autonomo. Del periodo magnogreco la Marina conserva alcuni tratti della strada detta <i>dromo</i>, un'antica strada costiera, e pochi altri reperti. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/210_a.C.">210 a.C.</a> le colonie magnogreche, messe a dura prova dal conflitto tra Roma e Cartagine, passarono sotto il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_romana">dominio romano</a>. Sotto i Romani, a oriente della cittadina, sorse un borgo, detto <i>Romechium</i> (Ovidio, <i>Metamorfosi</i>, XV, 703 e seg.), mentre il territorio in genere fu detto <i>Subsicivum</i>, ovvero territorio non assegnato. In tale territorio sorse una grande villa padronale, i cui resti sono tuttora interrati per buona parte, e quindi un centro abitato. <i>Subsicivum</i> divenne un <i>pagus</i> e li sorse una <i>statio</i>, ovvero un luogo di sosta per persone e per cavalli. In tale centro fu costruito dai Romani ma con maestranze greche, intorno al II o I sec. a. C. un teatro che subì modifiche nel II sec. d.C., secondo norme prettamente romane. Il teatro, disposto a monte della strada litoranea, detta <i>decumanus maximus</i> (ora via Vittorio Emanuele II - via Lepanto) e di fronte al mare, é ora privo della retrostante cavea che è crollata e che lo rendeva idoneo ad ospitare un notevole numero di persone. L'antica cittadina romana sopravvisse sino al IV sec. d. C. Di essa sono rimasti importanti reperti ritrovati nella vasta necropoli romana di <i>Romanò</i> <i>Stracusu,</i> le <i>Termae o Balnea</i> – rimasti però interrati – e altri cimeli. Le fine del centro romano avvenne presumibilmente a seguito del terribile <i>tsunami</i> conseguente al terremoto di Creta del 365 d.C., che giunse a distruggere Alessandria d'Egitto, molte città affacciate sullo Jonio ed fu percepito sino alle Baleari e alla isole dalmate. Di Da ciò che rimase fuori terra delle antiche vestigia si attinse abbondantemente, nel XVI sec., per la costruzione della torre costiera detta già all'epoca <i>Torre della Spina</i> o <i>Borraca</i> ed in seguito (dall'Ottocento) <i>Torre del Cavallaro</i>. L'opera fu necessaria per la difesa dalle continue minacce piratesche nord africane. Il nome storico della Torre e della rada antistante - <i>della Spina</i> - trasse origine dal nome della famiglia feudale dell'epoca, Carafa della Spina.</p> <p>A seguito delle continue scorrerie, iniziate ben prima della costruzione della Torre, la popolazione superstite che ancora abitava quei luoghi si spostò nell'entroterra e infine, dal XIV sec., nel centro fortificato di Gioiosa o in conglomerati di case posti nelle colline. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">XVI secolo</a> nel Meridione d'Italia si ebbe una ripresa più energica delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corsari_barbareschi">incursioni</a>, questa volta dovute ai Turchi. A difesa di tali scorrerie gli spagnoli fecero costruire un vasto sistema di torri di avvistamento e di difesa. Splendida testimonianza di tale sistema rimane tuttora, a Marina di Gioiosa Ionica, la <i>Torre Galea</i>, inizialmente edificata a difesa di una vasta masseria e in seguito confluita nel sistema difensivo creato dalle torri costiere, che per Gioiosa e i paesi della Valle del Torbido, fu soprattutto la <i>Torre della Spina</i>.</p> Read MoreAboutMarina di Gioiosa Ionica »

Rogliano

<p>Rogliano è un borgo storico della Valle del Savuto, situato nell’entroterra della provincia di Cosenza. Il centro conserva un ricco patrimonio storico e architettonico, caratterizzato da palazzi nobiliari, chiese, piazze e scorci del centro storico. Tra i luoghi più rappresentativi figurano Piazza San Domenico, punto di ritrovo della comunità, Palazzo Morelli e Palazzo Ricciulli. Il territorio è inoltre legato a numerose iniziative culturali, artistiche ed enogastronomiche che animano il borgo durante l’anno.</p> Read MoreAboutRogliano »

Cutro

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Praia a Mare

<p>Praia a Mare è una suggestiva località balneare della costa tirrenica calabrese, situata in provincia di Cosenza. Affacciata su uno dei tratti di mare più belli della regione, è una meta molto apprezzata per le sue acque limpide, le spiagge e i panorami naturali che ogni anno attirano numerosi visitatori. Il paese offre un’atmosfera vivace soprattutto durante la stagione estiva, con un lungomare ricco di locali, ristoranti e spazi ideali per passeggiare e godersi il tramonto sul Tirreno.</p><p>Uno dei simboli più iconici del territorio è la vicina Isola di Dino, un’imponente isola rocciosa famosa per le sue spettacolari grotte marine, tra cui la Grotta Azzurra e la Grotta del Leone, che possono essere visitate con escursioni in barca o attività come kayak e snorkeling. Di grande interesse è anche il Santuario della Madonna della Grotta, un luogo di culto molto suggestivo costruito all’interno di una cavità naturale nella roccia, che unisce spiritualità e un affascinante panorama sulla costa.</p><p>Sopra l’abitato si trova inoltre la Rocca di Praia, antico borgo fortificato arroccato su un promontorio che domina il mare e da cui è possibile ammirare una vista spettacolare sull’intero litorale. Per chi viaggia in famiglia o cerca divertimento, il Parco acquatico AquaFans rappresenta una tappa ideale grazie alle sue piscine e attrazioni acquatiche.</p><p>Tra mare, natura e tradizione, Praia a Mare è una destinazione perfetta per chi desidera scoprire uno dei luoghi più affascinanti della Riviera dei Cedri e vivere una vacanza tra relax, cultura e paesaggi indimenticabili.&nbsp;</p> Read MoreAboutPraia a Mare »

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